ERRARE È UMANO

Il ristorante degli ordini sbagliati: a Tokyo una lezione sulla pazienza e l’empatia

Ai tavoli servono persone con la demenza, ricevere un piatto diverso da quello atteso diventa così l'essenza stessa dell'esperienza

Il ristorante degli ordini sbagliati: a Tokyo una lezione sulla pazienza e l’empatia

A Tokyo, in Giappone, c’è un ristorante dove sbagliare non è un problema, ma il cuore stesso dell’esperienza. Si chiama Restaurant of Mistaken Orders, il ristorante delle ordinazioni sbagliate, ed è un pop-up unico al mondo: ai tavoli servono persone che convivono con la demenza, e ricevere un piatto diverso da quello ordinato è non solo possibile, ma atteso.

Qui chiedi degli gnocchi e può arrivare una zuppa di miso, ordini pesce alla griglia e ti ritrovi sushi. Può succedere anche che un cameriere beva l’acqua destinata a un altro tavolo o si sieda a chiacchierare con i clienti. Nessuno si arrabbia. Anzi: gli ospiti vengono avvisati prima e sanno che gli imprevisti fanno parte del gioco. L’attesa diventa così un esercizio di pazienza, empatia e sorriso.

Il ristorante degli ordini sbagliati: a Tokyo una lezione sulla pazienza e l'empatia
Una cameriera del ristorante degli ordini sbagliati

Il progetto ideato da Shiro Oguni

Il progetto nasce nel 2017 da un’idea del regista televisivo giapponese Shiro Oguni, che volle cambiare il modo in cui la società guarda alla demenza e all’invecchiamento. L’ispirazione arrivò durante una visita in una casa di cura, quando gli venne servito uno gnocco al posto di un hamburger. Invece di rimandarlo indietro, Oguni capì di trovarsi in un mondo con regole diverse, dove l’errore non faceva male a nessuno. Da lì la domanda: perché non accettarlo come un atto di rispetto e gentilezza?

Il ristorante è stato organizzato come evento temporaneo e ripetuto nel tempo, finanziato inizialmente con circa 115 mila dollari raccolti tramite crowdfunding. Più che il cibo, il vero “prodotto” diventa la sorpresa degli errori involontari e l’incontro umano. Durante uno dei primi pop-up, il 37 per cento degli ordini risultò sbagliato, ma il 99 per cento dei clienti si disse soddisfatto dell’esperienza.

L’atmosfera è quella di una commedia improvvisata e compassionevole. I camerieri, in uniformi semplici e allegre, appaiono felici, impegnati, comunicativi. I commensali descrivono il ristorante come un luogo carino, divertente, socievole e confortevole, lontano dall’idea cupa e isolante spesso associata alla demenza. Qui le persone che ne convivono vengono mostrate come laboriose, disponibili e gentili.

Quando l’errore diventa un ponte tra le persone

Il Restaurant of Mistaken Orders non vuole essere solo un gesto di comprensione, ma una dimostrazione concreta di come le relazioni umane possano ribaltare i ruoli tradizionali. In questo caso, sono i clienti a prendersi cura di chi serve. Non importa cosa arrivi nel piatto, purché ci sia l’occasione di condividere una conversazione, una risata, un momento di amicizia improvvisata.

Il ristorante degli ordini sbagliati: a Tokyo una lezione sulla pazienza e l'empatia
L’atmosfera è conviviale

Il progetto ha ispirato iniziative simili anche in Corea del Sud e in Australia, e il sito dell’evento incoraggia chiunque a replicarlo altrove, fornendo informazioni e contatti. Oguni è convinto che una società più premurosa e accomodante sia possibile, soprattutto in un mondo che invecchia rapidamente: le persone con demenza nel mondo sono oggi circa 35 milioni e potrebbero diventare 115 milioni entro il 2050.

In un’epoca ossessionata dalla perfezione e dall’efficienza, questo ristorante racconta una storia diversa. A Tokyo, tra piatti sbagliati e sorrisi sinceri, l’errore diventa un ponte tra le persone. E forse è proprio questo il piatto migliore che si possa servire.

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