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Se vuoi fare l’Università all’estero, in Norvegia è gratis (ma il costo della vita….)

Gli atenei della nazione scandinava mantengono l'esenzione dalle tasse per l'area Ue

Se vuoi fare l’Università all’estero, in Norvegia è gratis (ma il costo della vita….)

Il sistema accademico scandinavo mantiene un canale preferenziale per la mobilità studentesca continentale. Negli atenei pubblici della Norvegia i cittadini dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera possono frequentare corsi di laurea senza versare tasse di iscrizione. La misura garantisce la gratuità della formazione magistrale e triennale per gli iscritti provenienti da nazioni come l’Italia, richiedendo esclusivamente un contributo semestrale di natura simbolica destinato ai servizi di welfare studentesco.

Università all’estero, in Norvegia è gratis

La politica di totale gratuità ha subito tuttavia una radicale modifica temporale. A partire da mercoledì 15 marzo 2023, giorno in cui il parlamento norvegese ha approvato i nuovi emendamenti alla legge sull’istruzione superiore, il governo di Oslo ha stabilito l’introduzione di rette obbligatorie per i candidati provenienti da paesi esterni ai confini comunitari. La svolta legislativa mira a riequilibrare i bilanci degli istituti pubblici, gravati negli ultimi anni dall’incremento dei flussi migratori per motivi di studio.

I giovani provenienti da aree geografiche extra-Ue devono ora affrontare un quadro economico differente rispetto al passato. Le tariffe applicate dalle segreterie variano da un minimo di 11.000 euro fino a oltre 33.000 euro all’anno, con picchi superiori per i percorsi scientifici e medici. Restano esentati dal pagamento i rifugiati politici, i beneficiari di protezione sussidiaria e i partecipanti a specifici programmi di scambio internazionale guidati da accordi bilaterali tra istituzioni accademiche.

La vera barriera per la popolazione studentesca europea non è quindi legata al costo della didattica, bensì alla sostenibilità quotidiana. La Norvegia si conferma tra le nazioni con l’indice dei prezzi più alto a livello globale, richiedendo un budget mensile stimato tra i 1.100 e i 1.500 euro per coprire vitto e alloggio. Per ottenere il permesso di soggiorno, l’immigrazione richiede la dimostrazione di fondi personali pari a circa 13.000 euro per ogni anno di permanenza sul territorio.

I vertici accademici difendono la scelta di preservare l’accesso libero per l’area Ue per mantenere l’internazionalizzazione della ricerca. “L’integrazione culturale europea rappresenta un valore cardine per lo sviluppo dei nostri laboratori” spiegano i portavoce del ministero dell’Istruzione locale. La combinazione tra didattica a costo zero e welfare avanzato continua a rendere la penisola scandinava una delle mete più ambite dai giovani italiani, a patto di disporre delle risorse finanziarie necessarie alla sussistenza.