Nel Regno Unito, un genitore ha continuato a finanziare l’abbonamento mensile per il server privato di Minecraft appartenuto al figlio, deceduto quasi un decennio fa. La spesa, descritta come minima, garantisce la conservazione dell’intero mondo virtuale edificato dal giovane nel corso degli anni: strutture complesse, percorsi, stanze segrete e zone esplorate in compagnia dei coetanei.
Un’eredità digitale da preservare
La scelta del padre non risponde a una necessità di utilizzo attivo e regolare del gioco da parte di nuovi utenti. L’obiettivo primario è impedire la cancellazione definitiva di quel patrimonio digitale, considerato a tutti gli effetti un estensione della memoria del figlio scomparso. Per l’uomo, chiudere il server avrebbe significato smarrire un ulteriore, tangibile frammento della vita del ragazzo.
Luogo di ricordo per la comunità
Ancora oggi, a distanza di anni, parenti e amici del giovane possono effettuare l’accesso al server. La piattaforma si è trasformata in un insolito spazio commemorativo, dove le persone care possono camminare tra le opere realizzate e condividere i ricordi legati alla figura che le ha costruite, dimostrando come anche un ambiente virtuale possa assolvere a una funzione di conservazione affettiva.