Chiudere gli occhi e pensare che a parlare sia davvero Donald Trump. Aprirli e scoprire che non è così. È questo l’effetto sorprendente che accompagna milioni di utenti sui social quando si imbattono nei video di Ryan Chen, 42 anni, originario di Chongqing, nel sud-ovest della Cina.
Lo straordinario successo del “Trump Cinese”
Su TikTok è diventato virale con il nome di trumpbyryan – The Chinese Trump: oltre un milione di follower e oltre 14 milioni di “mi piace”, conquistati grazie a un’imitazione talmente accurata da risultare, per molti, indistinguibile dall’originale.
Visualizza questo post su Instagram
Il segreto è tutto nei dettagli: il timbro vocale, la ripetizione ossessiva dei concetti, l’esagerazione retorica, le pause studiate. Anche la gestualità e la posizione della bocca ricordano in modo impressionante il presidente degli Stati Uniti. Eppure Chen non ha mai studiato negli Usa né vissuto a lungo all’estero.
‼️🇨🇳 Make China Laugh Again:
‼️🇨🇳🇺🇲 Meet the ‘Chinese #Trump
🇨🇳 Hyhyde Chenrui, dubbed the “Chinese Trump,” is taking the internet by storm with his hilarious parodies of the #USA President Donald Trump. pic.twitter.com/Pbym8GdNdH
— Maimunka News (@MaimunkaNews) April 9, 2025
Il suo vero nome è Chen Rui, ma sui social è noto anche come Ryan. Insegna inglese online, si occupa di marketing e spesso usa l’imitazione di Trump per raccontare cibo, vita quotidiana e cultura di Chongqing, sempre in inglese e con sottotitoli. Evita accuratamente la satira politica, terreno scivoloso nel suo Paese, e costruisce il successo sull’intrattenimento puro.
L’imitazione di Lewis MacLeod
Ma Ryan Chen non è l’unico “Trump alternativo” ad aver conquistato il pubblico. Dall’altra parte del mondo, in Scozia, c’è Lewis MacLeod, attore di fama internazionale e voce storica della satira britannica. Anche lui ha fatto parlare di sé per aver deriso il cosiddetto “piano di pace” di Donald Trump, imitandone con precisione accento e manierismi. La sua versione punta più apertamente sulla parodia: Trump viene descritto come un leader che cerca di impressionare il mondo con affermazioni grandiose, egocentrismo e dichiarazioni esagerate, ma senza una reale strategia alle spalle.
Due approcci diversi, dunque, ma un risultato simile: Trump come personaggio globale, talmente riconoscibile da poter essere riprodotto fedelmente da un insegnante di inglese cinese o da un attore scozzese. In un’epoca dominata dai social e dai video brevi, la figura del presidente americano si trasforma in un linguaggio universale, fatto di voce, gesti e iperboli.
E così accade che, scorrendo TikTok o ascoltando una satira televisiva, il Trump che parla non venga dalla Casa Bianca, ma da Chongqing o dalla Scozia. Un paradosso perfetto dei nostri tempi: l’imitazione che, per un istante, sembra più reale dell’originale.