UN ANTICO INGANNO

Perché la Groenlandia sulle mappe sembra enorme (ma in realtà non lo è)

Questa curiosa illusione geografica non è un errore recente, né una svista grafica. È l’eredità di una scelta fatta oltre quattro secoli fa

Perché la Groenlandia sulle mappe sembra enorme (ma in realtà non lo è)

Se guardate un planisfero appeso a una parete o stampato su un libro di scuola, qualcosa potrebbe sembrarvi strano. La Groenlandia, lassù vicino al Polo Nord, appare enorme: grande quasi quanto l’Africa, talvolta persino più estesa di interi continenti. Eppure, basta un po’ di attenzione per capire che c’è un trucco. Non è la Groenlandia a essere gigantesca: è la nostra percezione del mondo a essere distorta.

Questa curiosa illusione geografica non è un errore recente, né una svista grafica. È l’eredità di una scelta fatta oltre quattro secoli fa, che ancora oggi influenza il nostro modo di immaginare il pianeta.

Il paragone con gli altri Paesi

La Groenlandia ha una superficie di circa 2,1-2,16 milioni di chilometri quadrati. Non è piccola, certo: è circa sette volte l’Italia. Ma è ben lontana dalle dimensioni che le attribuiamo istintivamente guardando una carta geografica.

L’Africa, per esempio, misura circa 30,3 milioni di chilometri quadrati: è circa 14 volte più grande della Groenlandia. Anche l’Australia la supera ampiamente, con i suoi 7,6 milioni di chilometri quadrati, risultando circa 3,5 volte più estesa. Il Brasile, con 8,5 milioni di chilometri quadrati, è quattro volte più grande dell’isola artica.

Le dimensioni della Groenlandia paragonate a quelle dell’Italia

E gli Stati Uniti? Sulle mappe tradizionali la Groenlandia sembra quasi competere con l’intero Nord America, ma la realtà è diversa: gli Usa coprono circa 9,8 milioni di chilometri quadrati, quasi cinque volte la superficie groenlandese. Persino limitandosi ai 48 Stati contigui, senza Alaska e Hawaii, il territorio americano resta quasi quattro volte più grande. Se si provasse a sovrapporre fisicamente la Groenlandia agli Stati Uniti, coprirebbe a malapena l’area dalla costa atlantica fino al fiume Mississippi.

Nemmeno l’Europa ne esce ridimensionata: la sola Unione europea supera i 4 milioni di chilometri quadrati (oltre 6 milioni includendo la Groenlandia, che fa parte del Regno di Danimarca). Anche in questo caso, l’isola non riuscirebbe a coprire tutto il continente.

Il colpevole ha un nome: Mercatore

Perché allora la Groenlandia sembra così enorme? La risposta sta in una delle mappe più famose della storia: la Carta di Mercatore.

Gerardo Mercatore, cartografo fiammingo del XVI secolo (il cui vero nome era Gerhard Kremer), sviluppò nel 1569 una proiezione rivoluzionaria per l’epoca. L’obiettivo non era rappresentare fedelmente le dimensioni dei continenti, ma aiutare la navigazione marittima. La sua idea fu geniale: immaginare la Terra come inserita in un cilindro, proiettare la superficie terrestre su di esso e poi “srotolare” il cilindro su un piano.

Gerardo Mercatore

Il risultato era una mappa con meridiani e paralleli dritti, perpendicolari e regolarmente distanziati. Un sogno per i marinai: le rotte potevano essere tracciate come linee rette.

La distorsione dei poli

La proiezione di Mercatore è una proiezione conforme: preserva gli angoli, ma non le superfici. Questo significa che, man mano che ci si allontana dall’equatore e ci si avvicina ai poli, le terre vengono progressivamente ingrandite. Le regioni equatoriali restano relativamente fedeli alla realtà, mentre quelle polari si dilatano fino all’eccesso.

È per questo che la Groenlandia appare gigantesca, mentre l’Africa – che si estende soprattutto in area equatoriale – sembra molto più piccola di quanto sia davvero. All’estremo, i poli geografici non possono nemmeno essere rappresentati: nella proiezione di Mercatore finiscono “all’infinito” e spesso vengono eliminati del tutto dalle mappe.

Una cartina di Mercatore

La Groenlandia non è l’unica a soffrire questo destino. Anche la Siberia e la Russia in generale appaiono enormi: sulla carta, la distanza da ovest a est sembra comparabile (o addirittura superiore) a quella che attraversa l’Africa da Dakar alla Somalia, quando in realtà la linea africana è più lunga. L’Alaska sembra grande quanto il Brasile, pur essendo almeno quattro volte più piccola. L’Islanda pare il doppio della Gran Bretagna, ma è la metà. La Finlandia sembra estendersi quanto l’India, mentre nella realtà è solo un terzo. Nell’emisfero australe, la distanza tra Melbourne e l’Antartide appare smisurata, anche se è di “soli” 3.000 chilometri.

Un’abitudine che dura da secoli

Il vero aspetto curioso è che questa distorsione non riguarda solo la geografia, ma anche la nostra percezione culturale del mondo. Siamo abituati a vedere l’Europa al centro delle mappe e a immaginare certi continenti come più grandi, più vicini o più importanti di altri. È un’eredità antica, che risale almeno a Tolomeo, ma che la proiezione di Mercatore ha reso uno standard per secoli.

Ancora oggi, nonostante esistano proiezioni alternative molto più fedeli alle reali dimensioni delle terre emerse, la mappa di Mercatore continua a essere utilizzata e diffusa. Anche i servizi di mappe online, come Google Maps, adottano una versione evoluta chiamata Web Mercator, che mantiene molti degli stessi difetti.

Per chi vuole divertirsi a “rimettere il mondo in scala”, esistono strumenti come thetruesize.com, che permettono di trascinare un Paese sopra un altro e scoprire, con una certa sorpresa, quanto la Groenlandia – finalmente – torni alle sue vere dimensioni. Alla fine, la storia della Groenlandia gigante ci ricorda una cosa semplice: le mappe non sono il mondo, ma solo un modo – imperfetto – di raccontarlo.