Mai ci saremmo aspettati che il nostro cervello umano fosse così economico. Con un consumo di appena 20 watt—meno di una lampadina a incandescenza—il nostro cervello gestisce una quantità impressionante di compiti cognitivi complessi, come il controllo motorio, la memoria e il ragionamento. E tutto questo con un peso di soli 1,3-1,4 kg, che rappresenta solo il 2% del nostro corpo.
Sembra incredibile, ma non importa se siamo rilassati sul divano o immersi in un problema matematico: la potenza assorbita dal cervello rimane sempre attorno ai 20 watt, proprio perché non è necessario “accendere” nuove parti del cervello quando pensiamo di più. Piuttosto, il nostro cervello si riorganizza continuamente, utilizzando pattern neuronali dinamici per risparmiare energia.
Lo stesso non si può dire dell‘intelligenza artificiale, con la quale – sempre più spesso – sostituiamo il nostro organo preziosissimo (a cui restare in allenamento, invece, fa molto bene).
Cervello vs. intelligenza artificiale: chi consuma di più?
I sistemi come ChatGPT o altri modelli avanzati di IA sono basati su reti neurali artificiali, che operano tramite operazioni matematiche esplicite (somme e moltiplicazioni tra numeri) per generare risposte. Ogni richiesta richiede il ricalcolo completo, e questo ha un costo energetico ben preciso.
Anche se il consumo per singola risposta non è altissimo, la vera spesa emerge quando guardiamo all’infrastruttura che alimenta l’IA. I data center richiedono enormi quantità di energia per mantenere attivi server, sistemi di raffreddamento e backup, anche quando non viene usato il modello. Il costo energetico è quindi continuo e scalabile, in contrasto con il cervello umano, che non richiede energia aggiuntiva per “imparare” continuamente.

La differenza strutturale
La struttura è ciò che distingue davvero il cervello dall’intelligenza artificiale. Nei computer digitali, memoria e calcolo sono separati: i dati devono viaggiare costantemente tra la memoria e le unità di calcolo, un’operazione molto dispendiosa. Nel cervello, invece, memoria e calcolo coincidono: apprendere significa modificare le connessioni tra i neuroni, senza dover spostare i dati in giro.
Questo è uno dei motivi per cui il cervello è più efficiente: apprende in continuazione, mentre l’IA ha bisogno di fasi di addestramento separate, che richiedono una quantità di energia enorme.
Un’inefficienza “storica” dell’IA
Il cervello umano è il frutto di milioni di anni di evoluzione, durante i quali l’efficienza energetica è stata una pressione selettiva fondamentale. L’intelligenza artificiale, invece, è un prodotto di decenni di sviluppo tecnologico, in cui l’energia è trattata come una risorsa scalabile: per avere più potenza, basta aggiungere server.
Quindi, mentre l’IA è uno strumento potente, il cervello umano rappresenta il perfetto equilibrio tra capacità computazionale ed efficienza energetica, facendo di noi dei veri maestri del risparmio energetico.