Un’analisi del DNA antico condotta su un reperto umano rinvenuto in Bolivia ha rivelato la presenza di Streptococcus pyogenes. La ricerca, pubblicata sabato 13 aprile 2024, dimostra che il batterio responsabile della scarlattina circolava nelle popolazioni locali ben prima dell’arrivo dei colonizzatori europei. Si tratta della prima evidenza scientifica che colloca tale patologia nel continente americano in epoca antecedente ai contatti transoceanici.
Origine del ceppo batterico nell’Altiplano
Il ritrovamento è avvenuto all’interno di una chullpa, una struttura funeraria in mattoni situata sull’Altiplano boliviano. L’analisi genetica ha isolato il ceppo di streptococco di gruppo A dai tessuti di un individuo risalente a circa sette secoli fa. Questa scoperta smentisce le precedenti teorie epidemiologiche secondo cui il patogeno fosse stato introdotto esclusivamente durante le rotte coloniali del XVI secolo.
Il ceppo individuato presenta caratteristiche biologiche sovrapponibili ai batteri moderni. Gli scienziati hanno confermato che la sequenza genomica corrisponde a quella della faringite streptococcica, evidenziando una persistenza temporale del microrganismo superiore alle aspettative dei ricercatori.
Metodologia e analisi del metagenoma
Il team coordinato da Frank Maixner, direttore dell’Istituto di Ricerca Eurac per gli Studi sulle Mummie in Italia, ha identificato il profilo batterico senza una ricerca mirata iniziale. Gli studiosi hanno esaminato il metagenoma complessivo, processando non solo le informazioni biologiche dell’ospite, ma l’intero spettro di microrganismi presenti nei resti organici.
“Non stavamo cercando specificamente questo agente patogeno”, ha dichiarato il ricercatore in una nota ufficiale. “Quando conduciamo analisi genetiche sulle mummie, affrontiamo il lavoro con una mentalità aperta, analizzando non solo il materiale genetico umano, ma anche il DNA dei numerosi microrganismi presenti nei resti”.
Impatto sulla storiografia medica
L’identificazione di Streptococcus pyogenes in un contesto archeologico rappresenta un primato mondiale per questa specifica categoria di patogeni. I dati ottenuti permettono di mappare con precisione l’evoluzione delle infezioni respiratorie e sistemiche nelle popolazioni precolombiane.
La ricerca sottolinea l’importanza di analizzare i reperti biologici con tecnologie di sequenziamento avanzate per ricostruire la storia sanitaria globale. La presenza dello streptococco nelle Americhe di 700 anni fa suggerisce che le dinamiche di diffusione dei batteri fossero già complesse e indipendenti dai flussi migratori europei successivi.