Un orso bruno è stato ripreso da una fototrappola nella zona di Vigna Soliva, fra i comuni bergamaschi di Valbondione e Gandellino.
Come riporta Prima Bergamo, la presenza dell’animale, comunicata il 2 luglio 2026 dalla Provincia di Bergamo, era stata anticipata da alcune segnalazioni informali giunte nelle settimane precedenti alla Polizia provinciale. Secondo le prime valutazioni, potrebbe trattarsi di un giovane maschio proveniente dal Trentino e in movimento attraverso le Orobie. Non ci sono, però, elementi per parlare di una popolazione stabile nella Bergamasca.
Le immagini della fototrappola
L’animale è stato immortalato nei pressi di un insoglio naturale, una zona fangosa o umida frequentata dalla fauna selvatica per abbeverarsi e rinfrescarsi. Nei brevi filmati l’orso compare prima mentre beve e successivamente mentre sposta alcuni rami.
Le riprese hanno permesso di confermare con certezza una presenza che, fino a quel momento, era stata segnalata soltanto attraverso osservazioni non documentate. L’ultimo passaggio noto di un orso sulle Orobie bergamasche risaliva a circa un anno prima, quando un esemplare era stato avvistato ripetutamente in Valle di Scalve.
La zona di Vigna Soliva si trova nell’alta valle del Serio, in un territorio montano caratterizzato da boschi, pascoli e collegamenti naturali con le vallate bresciane e trentine. Non è tuttavia possibile stabilire se l’orso si trovi ancora nell’area: un giovane maschio può percorrere decine di chilometri in pochi giorni e potrebbe essersi già trasferito in un’altra valle o perfino in un’altra provincia.
Probabilmente un giovane maschio in dispersione
L’esemplare sarebbe quasi certamente un maschio subadulto allontanatosi dall’area trentina. In questa fase della vita i giovani orsi lasciano il territorio in cui sono nati e compiono lunghi spostamenti alla ricerca di nuovi spazi e, raggiunta la maturità sessuale, di femmine con cui riprodursi.
Il comportamento è coerente con quanto osservato da anni in Lombardia. Un rapporto del Consiglio regionale rileva che la presenza dell’orso sul territorio lombardo è costituita prevalentemente da giovani maschi provenienti dal Trentino occidentale. Alcuni transitano rapidamente, mentre altri possono fermarsi per più stagioni e perfino svernare nella regione. Nel 2024 furono raccolti 78 segni di presenza nelle province di Brescia, Sondrio, Bergamo e Lecco.
La capacità di dispersione dei maschi è molto superiore a quella delle femmine. Nel 2025 l’area teoricamente frequentata dai maschi della popolazione trentina e delle zone limitrofe raggiungeva quasi 19.400 chilometri quadrati, contro circa 2.800 per le femmine.
Nessuna popolazione stabile nella Bergamasca
L’avvistamento non significa quindi che l’orso si sia stabilmente insediato sulle Orobie bergamasche. Nella provincia di Bergamo non risultano nuclei riproduttivi né una presenza continuativa paragonabile a quella del Trentino occidentale.
La popolazione alpina centrale resta concentrata soprattutto nell’area trentina, dove per il 2025 sono stati stimati 118 esemplari, esclusi i cuccioli nati durante l’anno. La progressiva esplorazione delle regioni confinanti da parte dei giovani maschi è un fenomeno naturale, ma da sola non determina la formazione di una nuova popolazione: per questo sarebbe necessaria anche la presenza stabile di femmine e la documentazione di eventi riproduttivi.
Il passaggio in Val Seriana conferma comunque l’importanza delle Orobie come area di collegamento tra differenti territori alpini. Le fototrappole, le tracce e le eventuali analisi genetiche consentiranno di capire se l’animale è già conosciuto e di seguirne, almeno in parte, gli spostamenti.
Possibili rischi per apiari e animali al pascolo
Pur essendo normalmente elusivo e portato a evitare l’uomo, durante i suoi spostamenti l’orso può avvicinarsi ad apiari, pollai o animali in alpeggio, soprattutto quando trova fonti alimentari facilmente accessibili.
La Polizia provinciale invita chi dovesse rilevare una predazione a non spostare o toccare gli animali coinvolti e a contattare rapidamente la sala operativa al numero verde 800 350 035. Il personale può così effettuare i sopralluoghi, raccogliere eventuali campioni biologici e assistere il proprietario nella procedura per l’indennizzo dei danni.
La prevenzione resta lo strumento più efficace: recinzioni elettrificate, corretta gestione dei rifiuti e protezione degli apiari riducono la probabilità che l’animale associ le attività umane alla disponibilità di cibo. In Trentino, dove la presenza della specie è stabile, i danni attribuiti all’orso sono diminuiti nel 2025 anche grazie a circa duecento interventi annuali di prevenzione.
Cosa fare in caso di incontro
Per gli escursionisti non cambia la possibilità di frequentare i sentieri dell’Alta Val Seriana, ma è necessario adottare comportamenti prudenti.
In caso di incontro bisogna mantenere la distanza, non cercare di avvicinarsi per fotografare l’animale e non bloccarne la via di fuga. È consigliabile farsi riconoscere come persone parlando con voce ferma, evitare movimenti improvvisi e allontanarsi lentamente nella direzione opposta, senza correre.
Non bisogna lasciare cibo o rifiuti nei boschi. Particolare attenzione va prestata anche ai cani, che sui sentieri dovrebbero essere tenuti sotto controllo per evitare che inseguano l’orso e lo conducano successivamente verso il proprietario. Le autorità raccomandano inoltre di non seguire mai l’animale, neppure in automobile o a distanza, soltanto per realizzare immagini.