C’è un nuovo re nei mari del Nord, e si chiama Contender. Quattro metri e venti di lunghezza, oltre 750 chili di pura potenza marina, e una storia che sembra uscita da un documentario d’avventura.
Questo colossale squalo bianco è stato localizzato al largo della penisola del Labrador, in Canada, dopo mesi di spostamenti monitorati da un trasmettitore satellitare che “pinga” solo quando la sua pinna dorsale rompe la superficie dell’acqua.
Tracciato in Canada lo squalo bianco più grande dell’Atlantico
A raccontarne le gesta è il team di OCEARCH, organizzazione non profit che da anni studia i grandi predatori marini per capire i loro spostamenti e il loro ruolo negli ecosistemi. Contender era stato marcato lo scorso gennaio tra la Florida e la Georgia, e da allora ha attraversato mezzo oceano: un vero e proprio viaggio migratorio tra correnti e stagioni.
“Si trova ora nelle fredde acque del Golfo di San Lorenzo, dove sta mettendo sotto pressione le colonie di foche,” spiega Chris Fischer, fondatore e capo spedizione di OCEARCH. “Le caccia costantemente per accumulare peso prima di ripartire verso sud, probabilmente di nuovo in direzione della Florida, quando arriverà l’inverno”.
Un comportamento che, paradossalmente, fa bene anche all’ambiente.
“Quando gli squali sono presenti, le foche mangiano solo un quarto di quello che consumerebbero in loro assenza. Se i grandi predatori sparissero, le foche devastrebbero le riserve di pesce”, sottolinea Fischer. In altre parole, Contender non è solo un predatore: è un regolatore naturale, il custode dell’equilibrio marino.
Dopo aver attraversato le Caroline e le coste del Nord America, il gigante bianco è riemerso a fine settembre al largo di Natashquan, in Canada. “
Solo pochissimi squali si spingono così a nord,” racconta ancora Fischer. “Un animale del genere, che passa l’estate e l’autunno lassù, si prepara chiaramente alla stagione fredda”.
Una buona notizia
Gli esperti stimano che Contender abbia tra i 30 e i 35 anni, e appartenga a una popolazione di squali bianchi che, decenni fa, si era ridotta al 9% dei numeri originari a causa della pesca intensiva. Oggi, grazie agli studi e alla protezione internazionale, questi giganti stanno lentamente riconquistando il loro spazio nell’oceano.
Il segnale satellitare che Contender porta sul dorso resterà attivo per altri cinque anni, un periodo prezioso per raccogliere dati che potrebbero risolvere uno dei misteri più affascinanti della biologia marina: dove si accoppiano gli squali bianchi.
“Non è mai stato identificato un sito di accoppiamento per nessuna delle nove popolazioni conosciute al mondo,” rivela Fischer. “Se Contender ci mostrerà la strada, sarebbe una scoperta scientifica straordinaria”.
Per ora, il grande squalo continua a pattugliare le acque gelide del Nord, invisibile ma presente, un guardiano silenzioso dell’oceano. E chissà — forse la prossima primavera, quando i satelliti lo “pingheranno” di nuovo, avremo un nuovo capitolo della sua incredibile storia.