Il progresso tecnologico che si scontra con la longevità anagrafica può generare paradossi burocratici imprevedibili. A Piacenza, una cittadina di 101 anni si è vista rifiutare l’intestazione della linea telefonica domestica perché, secondo i parametri del software del gestore, la sua età anagrafica superava i limiti previsti dal sistema informatico. La vicenda, che inizialmente poteva sembrare una discriminazione basata sull’età, si è rivelata in realtà un corto circuito digitale legato a un blocco nei terminali dell’azienda di telecomunicazioni.
Il blocco della voltura e l’intervento dell’associazione
I fatti hanno preso il via nei mesi scorsi nella provincia emiliana. L’anziana utente, nata nel 1925, ha scoperto insieme alle figlie che le bollette del telefono erano ancora intestate al coniuge defunto e presentavano un codice fiscale errato. Nel tentativo di regolarizzare la posizione contrattuale tramite una normale procedura di subentro, i familiari si sono scontrati con il rifiuto ripetuto della piattaforma. Di fronte all’impossibilità di procedere, i parenti della centenaria si sono rivolti alla sede locale di Federconsumatori per ottenere assistenza legale e sbloccare la pratica.
La risposta ufficiale del gestore e il limite del software
La conferma dell’anomalia è arrivata nel corso della settimana. Nella giornata di mercoledì 14 maggio 2025, l’associazione dei consumatori ha ricevuto una replica formale da parte della compagnia telefonica. La nota aziendale ha chiarito che il rifiuto non era legato alla volontà di un operatore, bensì a un limite tecnico dei sistemi gestionali. I terminali dell’operatore non consentono di inserire le generalità di utenti che hanno superato il secolo di vita, respingendo automaticamente le richieste di attivazione o di voltura per questa specifica fascia della popolazione.
Il ricorso al Corecom e l’ipotesi di obsolescenza digitale
Il caso non è rimasto isolato e solleva una questione legata all’invecchiamento della popolazione e all’adeguamento dei software aziendali. La presidente di Federconsumatori Piacenza, Angela Cordani, ha annunciato che la pratica verrà trasferita al Corecom Emilia-Romagna per avviare una procedura di conciliazione. L’obiettivo è quello di spingere l’azienda a aggiornare i propri database, evitando che l’esclusione digitale colpisca altre persone molto anziane. La notizia, circolata sui media nazionali, ha trovato conferma nelle verifiche d’archivio: non si tratta di una notizia falsa, ma di un reale problema di programmazione informatica che ha scambiato la massima longevità per un errore di compilazione.