Un singolare errore di traduzione ha trasformato un importante dogma religioso in un improbabile inserimento professionale, portando alla ribalta mediatica una piccola ma prestigiosa struttura espositiva in provincia di Grosseto. L’episodio si è verificato all’interno di Palazzo Orsini, sede del museo diocesano di Pitigliano. La didascalia in lingua inglese che accompagnava un dipinto del XV secolo, realizzato dal pittore senese Girolamo di Benvenuto, riportava la dicitura “Recruitment of Mary” al posto della corretta formulazione teologica “Assumption of Mary”. La svista deriva dallo scambio del termine italiano “assunzione”, inteso come sollevazione al cielo della Vergine, con il significato legato al mercato del lavoro.
La diffusione virale sui canali social
Il caso è emerso pubblicamente giovedì 16 luglio 2026, dopo che una turista ha notato l’incongruenza linguistica durante il proprio percorso di visita. La visitatrice ha scattato una fotografia del cartellino informativo e ha condiviso l’immagine sulle piattaforme digitali. Lo scatto è stato intercettato dalla nota pagina social “L’inglese imbruttito”, uno spazio virtuale dedicato alla raccolta di strafalcioni e sviste linguistiche, amplificando la portata del fatto. Il post ha generato in poche ore migliaia di interazioni, tra commenti ironici e condivisioni da parte degli utenti della rete.
Un intervento realizzato in economia
La scheda informativa errata risaliva all’anno 2019, periodo in cui la direzione del sito museale aveva avviato un piano di rinnovamento delle didascalie per i beni esposti. Il direttore del museo, don Marco Monari, ha precisato che la revisione dei testi era stata eseguita direttamente dal personale interno per contenere le spese di gestione, configurandosi come un intervento a basso budget. Il responsabile della struttura ha inoltre evidenziato come, prima della pubblicazione online della foto, nessun utente avesse mai segnalato l’anomalia tramite gli appositi moduli cartacei dedicati ai suggerimenti del pubblico.
La rimozione e la replica ufficiale
A seguito del risalto mediatico, l’amministrazione del museo ha provveduto all’immediata sostituzione del cartellino con la versione corretta. I vertici dell’istituzione culturale, attraverso una nota ufficiale diffusa sui propri canali di comunicazione, hanno catalogato l’evento come un semplice refuso di stampa. La direzione ha comunque espresso rammarico per la comparsa di reazioni offensive e toni inappropriati sotto i post virali, invitando formalmente i futuri ospiti a segnalare eventuali anomalie direttamente al personale di sala al fine di favorire una collaborazione costruttiva.