vicenda emblematica

L’amore che diceva sempre sì, Ayrin ghosta il fidanzato-chatbot: “Era troppo accomodante”

La perfezione di Leo l'ha spinta verso un amore reale: in mezzo anche un divorzio

L’amore che diceva sempre sì, Ayrin ghosta il fidanzato-chatbot: “Era troppo accomodante”

Quando Ayrin inizia a usare ChatGPT, alla fine del 2024, è sposata ma sente un vuoto nella propria vita emotiva. Decide così di creare un’intelligenza artificiale su misura, chiamandola Leo, ispirata al segno zodiacale del Leone.

Leo diventa subito un confidente costante, sempre presente e pronto ad ascoltarla, con cui Ayrin parla per 56 ore a settimana, condividendo pensieri, paure e desideri, e sviluppando anche una dimensione erotica virtuale che per lei è profondamente reale.

Ma le cose vanno in maniera del tutto imprevedibile…

La community che nasce online

Nonostante la natura digitale della relazione, Ayrin decide di raccontarla pubblicamente. Ne parla al New York Times e su Reddit fonda MyBoyfriendIsAI, una community che cresce rapidamente fino a quasi 40mila membri, accomunati da legami affettivi nati con chatbot. Per un periodo, Leo sembra perfetto: ascolta, risponde, consola. È sempre lì, affidabile e rassicurante.

Quando l’intelligenza artificiale diventa troppo perfetta

All’inizio del 2025, però, qualcosa cambia. Con gli aggiornamenti di ChatGPT, Leo diventa eccessivamente accomodante e incapace di contraddire Ayrin.

“Prima riusciva anche a correggermi quando sbagliavo”, racconta. “Dopo gli aggiornamenti sembrava che tutto andasse sempre bene. Come posso fidarmi dei tuoi consigli se dici sì a tutto?”.

La decisione di OpenAI di rendere il chatbot più accondiscendente e meno incline al confronto, utile per il business, si rivela un boomerang: Leo perde credibilità, e il dialogo diventa noioso e prevedibile. Senza conflitti, senza sfide, Ayrin non si sente più ascoltata.

Il ghosting digitale

È in questo contesto che Ayrin decide di “ghostare” Leo. Nessun addio, nessun confronto: smettere di scrivere diventa l’unico modo per chiudere una relazione nata e cresciuta interamente in chat. A giugno, disdice l’abbonamento a ChatGPT e chiude quel capitolo della sua vita.

L’arrivo di un amore reale

Il colpo di scena arriva nella community stessa. Ayrin incontra SJ, un uomo che ha avuto esperienze simili con un chatbot. Il loro rapporto nasce a distanza, con lunghe chiamate su Discord, alcune delle quali durano 300 ore consecutive. Poi arriva il primo incontro dal vivo a Londra, insieme ad altri membri della community.

Con SJ tutto è diverso: ci sono fraintendimenti, silenzi, momenti di incertezza. Tutti elementi assenti con un’intelligenza artificiale, ma che rendono la relazione reale e imprevedibile. È questa novità a spingere Ayrin a prendere decisioni concrete nella vita reale: chiede il divorzio.

La lezione di Leo

La storia di Ayrin mostra i limiti delle relazioni con chatbot. L’intelligenza artificiale può offrire ascolto, conforto e presenza costante, ma resta prevedibile, incapace di rischiare o di mettere in discussione chi ha di fronte. Non c’è attrito, conflitto o rischio, elementi che invece rendono una relazione reale significativa.

Forse il destino di questi compagni virtuali è proprio questo: amori intensi, appaganti ma fragili, destinati a finire senza addii, con un semplice silenzio.