Una scena che sembra uscita da una commedia, ma che si è conclusa davanti a un giudice. Protagonista Olga K., 46 anni, estetista di origine ucraina da tempo residente a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta (Campania), condannata per danneggiamento aggravato dopo aver preso di mira l’auto dell’ex moglie del suo attuale compagno, un carabiniere. Un assalto al veicolo reso surreale dall”‘arma” utilizzata dalla donna: una statuetta della Madonna in gesso.
Vetri distrutti dalla statua e da un sasso
I fatti risalgono alla metà di gennaio dello scorso anno e si sono verificati a Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua. Secondo quanto ricostruito nel processo, Olga si trovava presso l’abitazione del compagno quando, spinta – secondo l’accusa – da motivi di gelosia, avrebbe deciso di “prendersela” con l’auto dell’ex moglie dell’uomo, parcheggiata proprio sotto casa.
Prima il colpo inferto con una statuetta della Madonna in gesso, poi un sasso lanciato contro il veicolo, che ha mandato in frantumi il lunotto posteriore. Una sequenza rapida, immortalata anche da video realizzati con un telefono cellulare, successivamente sequestrati dagli investigatori.
L’inchiesta e il verdetto
La proprietaria dell’auto, C.R., ha sporto denuncia presso il Comando dei Carabinieri di Capua, dando il via alle indagini della Procura. Nel corso dell’inchiesta sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui lo stesso ex marito della persona offesa, che ha riferito di aver notato vetri rotti vicino al veicolo danneggiato.
Il verdetto è arrivato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: sette mesi di servizio di volontariato in un ente assistenziale di beneficenza, in sostituzione della pena detentiva, e il risarcimento dei danni alla parte civile.
Una conclusione che chiude una vicenda dove il sacro incontra la gelosia, l’auto diventa bersaglio e una statuetta religiosa finisce – suo malgrado – al centro di un processo penale.