Solidarietà sportiva

Chiedono a Ronaldo di regalare le scarpe a un bimbo malato e lui gli paga l’operazione da 80mila euro

Il calciatore portoghese copre interamente le spese mediche per un paziente di dieci mesi colpito da una grave patologia cerebrale

Chiedono a Ronaldo di regalare le scarpe a un bimbo malato e lui gli paga l’operazione da 80mila euro

La notizia del sostegno economico fornito da Cristiano Ronaldo alla famiglia del piccolo Erik Ortiz Cruz è emersa pubblicamente mercoledì 12 marzo 2014, quando i media internazionali hanno confermato il coinvolgimento diretto dell’atleta. Il paziente di dieci mesi, residente in Spagna, è affetto da una rara displasia corticale, una malformazione del cervello che scatena fino a trenta crisi epilettiche ogni giorno, rendendo indispensabile una operazione immediata.

La richiesta di aiuto e la risposta del campione lusitano

I parenti del minore avevano inizialmente contattato il calciatore per ottenere una maglietta e un paio di scarpini autografati. L’obiettivo era organizzare un’asta benefica per raccogliere gli 83.000 dollari necessari a coprire i costi della chirurgia. Tuttavia, l’attaccante ha scelto di non limitarsi alla donazione del materiale sportivo, decidendo di stanziare personalmente l’intera somma richiesta per l’intervento.

Dettagli medici e costi del percorso terapeutico

La patologia che colpisce il bambino richiede una procedura di chirurgia cerebrale estremamente complessa. Oltre al costo del primo accesso in sala operatoria, le donazioni dell’atleta sono destinate a coprire ogni esame clinico successivo e i trattamenti post-operatori necessari per monitorare le condizioni del piccolo. Le spese sanitarie complessive risultavano insostenibili per i genitori, motivo per cui il supporto della stella del calcio è risultato decisivo.

Un caso di sostegno diretto nel mondo del calcio

L’episodio viene citato dalla stampa come un esempio di assistenza privata fornita da un professionista dello sport a una singola famiglia in difficoltà. Nonostante la natura riservata dell’operazione, la vicenda è diventata virale, evidenziando come il patrimonio dei calciatori possa essere indirizzato verso casi di emergenza sanitaria pediatrica. Il materiale tecnico richiesto originariamente è stato comunque inviato per contribuire a ulteriori raccolte fondi collaterali.