La Festa della Donna, oggi celebrata ogni anno l’8 marzo, ha una storia molto più complessa e sorprendente di quanto si pensi. Non tutti sanno infatti che, secondo alcune ricostruzioni storiche, l’origine della ricorrenza è legata al 23 febbraio, una data fondamentale per comprendere come e perché si sia arrivati all’attuale celebrazione internazionale.
In questo articolo ripercorriamo le vere origini della giornata, il ruolo dei movimenti femminili socialisti e gli eventi storici che portarono allo spostamento definitivo all’8 marzo.
Le origini socialiste della Festa della Donna
La nascita della giornata internazionale dedicata ai diritti delle donne è strettamente legata ai movimenti operai europei del primo Novecento. Nel 1910, durante una conferenza internazionale delle donne socialiste, la politica tedesca Clara Zetkin propose l’istituzione di una giornata annuale dedicata alla lotta per il suffragio universale femminile e per migliori condizioni di lavoro.

L’iniziativa fu sostenuta dalle organizzazioni socialiste riunite nell’Seconda Internazionale, che vedevano nella mobilitazione femminile una parte centrale delle rivendicazioni sociali dell’epoca.
Le prime celebrazioni non avevano però una data unica: nei diversi Paesi europei e negli Stati Uniti si svolgevano in giorni differenti, spesso tra febbraio e marzo.
Il 23 febbraio: la protesta decisiva in Russia
Il vero punto di svolta arrivò nel 1917, durante la Prima guerra mondiale. Nella capitale dell’Impero russo, allora chiamata Petrograd, migliaia di donne operaie scesero in piazza chiedendo pane, pace e la fine del conflitto.
La manifestazione avvenne il 23 febbraio secondo il calendario giuliano, allora in uso nell’Russia zarista. Fu uno sciopero spontaneo guidato soprattutto da lavoratrici tessili stremate dalla fame e dalle difficoltà della guerra.
Quelle proteste diedero inizio a una serie di eventi che portarono pochi giorni dopo all’abdicazione dello zar Nicola II e all’avvio della rivoluzione.
Molti storici considerano proprio quella mobilitazione femminile come l’evento simbolico che consolidò l’idea di una giornata internazionale dedicata alle donne.
Dal calendario giuliano al calendario gregoriano: perché diventa l’8 marzo
Il passaggio dal 23 febbraio all’8 marzo non fu una scelta politica arbitraria, ma una conseguenza tecnica legata ai calendari.
Nel 1917 la Russia utilizzava ancora il calendario giuliano, in ritardo di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano adottato in Europa occidentale.
Questo significa che il 23 febbraio giuliano corrispondeva all’8 marzo gregoriano.
Quando la celebrazione iniziò a diffondersi anche fuori dalla Russia e venne adottata nei Paesi occidentali, la data venne automaticamente tradotta secondo il calendario internazionale.
Di fatto, quindi, la Festa della Donna non fu davvero “spostata”: cambiò semplicemente sistema di riferimento temporale.
Il riconoscimento internazionale della ricorrenza
Nel corso del Novecento la giornata acquisì sempre più un significato globale, andando oltre le origini socialiste e rivoluzionarie.
Nel 1975 l’Organizzazione delle Nazioni Unite proclamò ufficialmente l’8 marzo come giornata dedicata ai diritti delle donne e alla pace internazionale, contribuendo alla sua diffusione mondiale.
Da quel momento la data divenne un appuntamento simbolico per riflettere su:
- uguaglianza di genere;
- diritti civili;
- lavoro e pari opportunità;
- contrasto alla violenza sulle donne.
Perché oggi celebriamo l’8 marzo
Riassumendo, la connessione tra il 23 febbraio e l’8 marzo nasce da tre fattori principali:
- lo sciopero delle donne operaie a Petrograd nel 1917;
- la differenza tra calendario giuliano e gregoriano;
- la successiva diffusione internazionale della ricorrenza.
Quella protesta femminile, iniziata il 23 febbraio secondo il calendario russo, corrispondeva già all’8 marzo per gran parte del mondo occidentale.
Una storia ancora poco conosciuta
Ancora oggi molte persone associano la Festa della Donna a miti o racconti semplificati, come presunti incendi di fabbriche o eventi isolati. In realtà la ricorrenza nasce da un lungo percorso politico e sociale fatto di scioperi, mobilitazioni e richieste di diritti.
Ricordare il legame con il 23 febbraio significa comprendere meglio come una protesta locale sia diventata una celebrazione globale, capace di attraversare rivoluzioni, cambiamenti di calendario e trasformazioni culturali fino ai giorni nostri.