Equivoci alpini

Nuovo ponte tibetano “delle Vacche” in Valtellina (ma ci passano solo gli escursionisti)

Passerella sospesa a 21 metri sul torrente Gavia lungo il Sentiero dei Ghiacci

Nuovo ponte tibetano “delle Vacche” in Valtellina (ma ci passano solo gli escursionisti)

Venerdì 26 giugno 2026 la Comunità montana Alta Valtellina, in collaborazione istituzionale con il Comune di Valfurva e ERSAF, ha ufficializzato l’apertura di un nuovo ponte tibetano sul torrente Gavia. L’infrastruttura pedonale sorge a 2034 metri di altitudine in località Ponte delle Vacche, nel territorio comunale di Valfurva.

Il progetto, finanziato con il contributo di Regione Lombardia, costituisce il fulcro del piano di manutenzione straordinaria e ripristino dei percorsi della rete escursionistica regionale. L’obiettivo principale dell’ente montano è promuovere la fruizione turistica d’alta quota, garantendo l’incolumità dei camminatori e sostenendo l’indotto locale relativo a trasporti, ristori e ricettività.

Sicurezza e ingegneria ad alta quota

La struttura risolve definitivamente una criticità storica del percorso, dove in precedenza i frequentatori della montagna erano esposti ai rischi causati dalle improvvise piene del torrente. Il collegamento valorizza il circuito Bormio 360 Adventure Trail, un tracciato di 143 chilometri che unisce diversi comuni dell’area. Nello specifico, l’opera si inserisce nella tappa numero otto, denominata Sentiero dei Ghiacci, un itinerario di 13 chilometri che collega la Malga dell’Alpe alla zona dei Forni attraverso l’Alpe Tresero. La scelta ingegneristica della fune d’acciaio risponde alla necessità di ridurre al minimo l’impatto visivo sul paesaggio circostante.

Dettagli tecnici e sostenibilità ambientale

Il camminamento si sviluppa per una lunghezza di 50 metri e una larghezza di 80 centimetri, raggiungendo un’altezza di 21 metri sopra il letto del torrente. I progettisti hanno previsto spalle metalliche e passerelle d’accesso in grigliato, supportate da plinti in calcestruzzo armato integrati nelle pareti rocciose. L’ancoraggio è assicurato da otto tiranti profondi in barre d’acciaio e cinque micropali per versante. L’utilizzo dell’acciaio per la carpenteria garantisce la durabilità nel tempo e riduce gli interventi manutentivi in un contesto climatico rigido. Poiché l’area si trova all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio e della Riserva del Tesero-Dosso del Vallon, i lavori sono stati eseguiti limitando gli scavi e attuando un ripristino ambientale per la tutela di flora e fauna locali.