Sabato 14 gennaio 2017 un istruttore di yoga è stato fermato dalle autorità russe con l’accusa di svolgere attività missionaria illegale. L’episodio si è verificato durante un festival a San Pietroburgo, dove il quarantaduenne stava tenendo una conferenza focalizzata esclusivamente sui fondamenti filosofici della disciplina. L’arresto rappresenta uno dei primi casi di applicazione delle leggi Yarovaya, un pacchetto normativo introdotto per contrastare il terrorismo, ma che di fatto limita la diffusione di dottrine non considerate tradizionali dal Cremlino.
La normativa antiterrorismo e il controllo dei culti
Le misure restrittive, firmate dal presidente Vladimir Putin nel corso dell’anno precedente, sono state ribattezzate dai critici come legge del Grande Fratello.
Il testo legislativo prende il nome dalla parlamentare Irinia Yarovaya e impone severe restrizioni alla propaganda religiosa al di fuori dei luoghi di culto autorizzati.
Secondo il Centro Sova di Mosca, la formulazione vaga della norma permette alle forze dell’ordine di colpire anche chi discute di spiritualità orientale o filosofie indiane senza fini di proselitismo.
Le dinamiche del fermo e le accuse formali
L’intervento della polizia è scaturito dalla denuncia di un partecipante all’evento, Nail Nasibulin, il quale ha accusato il relatore di reclutare giovani studenti per una presunta organizzazione pseudo-indù.
Il professionista informatico ha dichiarato di essere stato prelevato con la forza e condotto in commissariato, dove gli sarebbe stato richiesto di firmare un verbale in bianco.
L’indagato ha respinto ogni accusa, sottolineando come nel proprio discorso non siano mai stati citati testi sacri o organizzazioni religiose specifiche, fatta eccezione per riferimenti storici a Cristo e Buddha.
Conseguenze legali e precedenti sanzionatori
Il caso passerà al vaglio di un tribunale di San Pietroburgo, dove il docente rischia una pesante sanzione amministrativa. Questo episodio non è isolato: recentemente un seguace del movimento Hare Krishna è stato multato per la distribuzione di volantini, mentre l’organizzazione dell’Esercito della Salvezza ha subito il sequestro di diverse decine di Bibbie. La preoccupazione degli osservatori internazionali riguarda l’uso di queste misure di sicurezza per reprimere la libertà di espressione e le pratiche spirituali di diverse minoranze sociali presenti nel territorio federale.