La città natale di Wolfgang Amadeus Mozart si trova al centro di una vicenda singolare che ha costretto gli organizzatori ad annullare i festeggiamenti previsti. Nella giornata di mercoledì 12 agosto 2026, le autorità locali hanno confermato la sparizione progressiva di ben 210 statuette d’oro. L’impossibilità di svolgere la cerimonia conclusiva con l’allestimento originario ha trasformato l’evento celebrativo in un caso davvero curioso.
L’omaggio per il compleanno del compositore
L’allestimento era stato inaugurato dalla Fondazione Mozarteum il giorno mercoledì 15 luglio 2026 per celebrare il 270° anniversario della nascita del grande musicista. L’iniziativa comprendeva 320 riproduzioni in polimero posizionate tra i Giardini Mirabell, l’abitazione storica del maestro e vari padiglioni espositivi. L’ideatore dell’opera, il settantaquattrenne scultore tedesco Ottmar Hörl, aveva concepito il progetto per mostrare un lato intimo e umano del celebre personaggio al fianco del suo cagnolino Pimperl.
Una razzia coordinata che cancella la festa
Nel giro di due sole settimane dall’apertura, oltre 80 figure erano già introvabili, fino ad arrivare alla sparizione di oltre due terzi del totale. L’autore delle opere ha dichiarato alla stampa di ritenere plausibile l’ipotesi di una sottrazione pianificata e condotta con metodo. Ogni pezzo ha un valore stimato di circa 100 euro, rendendo il gesto ancora più bizzarro considerando il modesto valore finanziario del bottino a fronte del danno causato al programma ufficiale.
L’impossibilità di rimpiazzare le sculture scomparse
Gli organizzatori della manifestazione non hanno potuto rimediare in tempo per salvare la cerimonia a causa della chiusura estiva dell’azienda produttrice delle sculture. I pezzi rimasti sono stati disposti a maggiore distanza l’uno dall’altro per coprire gli spazi vuoti fino alla conclusione del periodo espositivo. L’artefice dell’installazione aveva già vissuto un episodio analogo in passato, quando un’intera serie di statue dedicate a Richard Wagner sparì nel giro di dieci giorni.
Il destino imprevisto delle opere nel centro cittadino
“La cosa peggiore per un artista è quando la sua opera si dissolve”, ha riflettuto l’autore di fronte alla piega inaspettata presa dall’iniziativa nel centro storico austriaco. L’evento all’aperto doveva chiudersi festosamente nella giornata di domenica 30 agosto 2026, ma l’assenza della gran parte dei pezzi ha trasformato l’omaggio in un’esposizione fantasma. La sparizione di massa ha così rubato la scena alle celebrazioni ufficiali, lasciando i visitatori a bocca asciutta.