Sicurezza balneare

Google Maps promuove spiaggia abusiva: scoppia il caso a Como

Un cittadino e il Comune segnalano il pericolo davanti al Tempio Voltiano, ma l’algoritmo cancella gli avvisi sanitari

Google Maps promuove spiaggia abusiva: scoppia il caso a Como

Un paradosso digitale sta alimentando una situazione di potenziale pericolo sul lungolago lombardo. Sabato 20 giugno 2026 emerge la vicenda di una finta spiaggia libera localizzata virtualmente su Google Maps, proprio nello specchio d’acqua antistante il Tempio Voltiano, un’area storicamente vietata alla balneazione per motivi di sicurezza e salute pubblica.

La denominazione ingannevole sulla mappa

La segnalazione ufficiale arriva dal residente Andrea Malinverni, il quale ha rilevato come la zona costiera sia stata rinominata sulla piattaforma cartografica con il titolo di “Como beach”. Il profilo geografico in questione è completo di recensioni positive e immagini che descrivono il sito come un litorale accessibile. Tale indicazione contrasta nettamente con i cartelli multilingue del Comune presenti sul posto, posizionati per indicare il divieto assoluto di tuffarsi e la pericolosità delle correnti.

Il rifiuto delle segnalazioni e la rimozione dei monitoraggi

Il nodo principale della vicenda riguarda il comportamento dell’algoritmo del motore di ricerca. L’autore della segnalazione, supportato dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’amministrazione comunale, ha tentato ripetutamente di richiedere la rimozione del punto di interesse illegittimo. La piattaforma non solo ha mantenuto attiva la finta spiaggia, ma ha cancellato la recensione di allerta inoltrata dal cittadino, motivando il provvedimento con una generica “violazione dei termini di servizio”. Nel testo rimosso si evidenziava come lo specchio d’acqua si trovi in prossimità della foce del torrente Cosia, un’area soggetta a scarichi.

Le risposte ironiche dei gestori del profilo

L’aspetto più singolare e controverso è legato alle repliche dei sedicenti proprietari della pagina virtuale. Agli avvertimenti sui rischi microbiologici, i gestori del punto Google hanno risposto con toni sarcastici. “Ciao, grazie per la recensione… Sì, abbiamo l’escherichia coli e altri enterococchi intestinali con cui puoi nuotare!”, è il messaggio ironico registrato negli screenshot diffusi dal denunciante. Nonostante i precedenti interventi delle autorità e i rischi reali, l’ironia digitale rischia così di trarre in inganno i turisti stranieri ignari dei divieti locali.