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Mercato nero dei libri: due vicende parallele in Lombardia, tra asili e poli logistici

Volumi cartacei sottratti direttamente dai dipendenti

Mercato nero dei libri: due vicende parallele in Lombardia, tra asili e poli logistici

Il mercato parallelo della carta stampata riserva dinamiche insolite, alimentate proprio da chi lavora all’interno delle strutture di conservazione o educazione. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castiglione delle Stiviere hanno scoperto una sistematica serie di sottrazioni ai danni della scuola dell’infanzia di Medole, in provincia di Mantova. L’autore del reato è la addetta alla cucina dell’istituto, un’impiegata di 32 anni residente in paese, sorpresa con i volumi ancora nascosti sul posto di lavoro. La prima segnalazione ufficiale all’Arma è giunta sabato 13 giugno 2026, dopo che il personale scolastico ha constatato l’impossibilità di risolvere internamente il problema delle misteriose sparizioni quotidiane.

Nelle medesime settimane, una situazione analoga si è verificata nel Pavese. Presso il polo logistico Mondadori di Broni, quattro operatori interni sono stati fermati in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione di Broni mentre utilizzavano i mezzi aziendali per scopi personali, svuotando i bancali dello stabilimento per caricare un veicolo privato destinato al trasporto merci.

Dai piccoli volumi per l’infanzia alle piattaforme di e-commerce

La vicenda mantovana ha preso il via all’interno delle aule della scuola materna, dove il personale educativo e ausiliario aveva iniziato a notare una progressiva e inspiegabile carenza di volumi didattici. In un primo momento, le insegnanti avevano ipotizzato una semplice disattenzione o uno spostamento fortuito dei testi da parte di qualche alunno. Tuttavia, la costanza degli ammanchi ha spinto la direzione a rivolgersi ai militari.

Il punto di svolta è arrivato quando gli investigatori hanno chiesto l’apertura dell’armadietto personale in uso alla trentaduenne. Al suo interno sono stati rinvenuti svariati testi accumulati. Gli accertamenti informatici hanno permesso di ricostruire la filiera commerciale: l’addetta era riuscita a sottrarre quasi un centinaio di testi scolastici, in parte già venduti a terzi e monetizzati grazie all’utilizzo strategico di una nota piattaforma di compravendita online che consentiva di piazzare i beni sul mercato dell’usato in modo rapido.

Il blitz con i mezzi aziendali nel polo logistico di Broni

Nel caso di Broni, il piano era stato studiato per gestire volumi di merce ben superiori. Sfruttando il turno di lavoro e la perfetta conoscenza dei magazzini, i quattro lavoratori infedeli stavano spostando interi bancali utilizzando proprio un muletto dello stabilimento, convinti di passare inosservati tra le corsie del colosso editoriale. I movimenti sospetti hanno però attivato i militari che, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, si sono appostati nei pressi della logistica facendo scattare il blitz.

Al momento dell’intervento, gran parte del materiale era già stata stipata nel furgone. Nel corso della perquisizione, i Carabinieri hanno quantificato il bottino in 340 opere editoriali, pronte per essere immesse illegalmente sul mercato della grande distribuzione o dei canali paralleli. Il valore commerciale complessivo della merce sequestrata sfiora i 13mila euro.

I provvedimenti giudiziari e la restituzione della merce

I due episodi hanno attivato diverse procedure legali. La trentaduenne di Medole è stata denunciata a piede libero all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di furto aggravato, poichè i beni erano destinati alla pubblica utilità e il reato è stato consumato in un luogo di istruzione approfittando della propria posizione. Per i quattro dipendenti di Broni sono invece scattate le manette con l’accusa di furto aggravato in concorso.

In entrambi i casi, gli ammanchi sono stati azzerati grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Tutti i libri della scuola dell’infanzia sono stati sequestrati e riconsegnati alla direzione per tornare a disposizione dei bambini, così come l’intero carico di 340 volumi di Broni è stato restituito ai responsabili del polo logistico. Le indagini della Procura della Repubblica di Pavia proseguono per verificare se la squadra interna avesse già colpito nei mesi scorsi.