La decisione del Comune di Calvenzano (provincia di Bergamo, Lombardia) di dedicare una parte di Largo XXV Aprile a Umberto II di Savoia, come raccontato da Prima Treviglio, ha riacceso un dibattito politico e storico proprio nei giorni della Festa della Repubblica.
La scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Ferla riguarda la grande area dove si trovano l’auditorium comunale e il mercato settimanale del lunedì. La nuova denominazione, “piazzale Umberto II”, interesserà il parcheggio e l’area verde adiacente, mentre il nome storico di Largo XXV Aprile resterà attribuito alle strade laterali che costeggiano il piazzale.
Il progetto del Comune
L’iniziativa è stata approvata dal prefetto di Bergamo, Luca Rotondi, dopo il parere della Società Storica Lombarda. L’amministrazione comunale ha inoltre commissionato un medaglione in fusione di bronzo raffigurante l’ultimo re d’Italia.
L’opera, realizzata da un’azienda specializzata di Pognano, avrà un diametro di circa 40 centimetri e sarà collocata su una stele in cemento. Il costo previsto è di circa 1.800 euro.
Chi era Umberto II
Umberto II di Savoia, conosciuto come il “Re di Maggio”, regnò dal 9 maggio al 13 giugno 1946, dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele III. Il suo breve regno coincise con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, che sancì la nascita della Repubblica Italiana.
Dopo la vittoria della scelta repubblicana, Umberto II lasciò il Paese per l’esilio in Portogallo, dove trascorse il resto della sua vita.
La posizione del sindaco
Secondo il sindaco Fabio Ferla (cultore di storia monarchica, nonché Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, che è legato a casa Savoia), la figura di Umberto II merita un riconoscimento per aver favorito una transizione pacifica tra monarchia e repubblica.
“Ha consentito il passaggio dalla monarchia alla repubblica senza spargimenti di sangue, rinunciando alle sue prerogative da sovrano”, ha spiegato il primo cittadino.
Ferla respinge inoltre le accuse di voler ridimensionare il valore della Liberazione, ricordando l’impegno del Comune nelle iniziative dedicate alla Resistenza e alla memoria della Seconda guerra mondiale.
Il sindaco sottolinea anche un aspetto storico spesso poco ricordato: la Festa della Liberazione del 25 aprile fu istituita nel 1946 attraverso un decreto emanato proprio da Umberto II in qualità di luogotenente del Regno.
Nel giorno dell’80° anniversario del referendum istituzionale è intervenuto anche Emanuele Filiberto di Savoia, nipote di Umberto II.
“In questa giornata di profonda riflessione, il mio pensiero e il mio cuore non possono che rivolgersi a mio nonno. Umberto II scelse la strada dell’esilio. Quel gesto non fu una resa, ma l’estremo e nobile atto d’amore di un sovrano che seppe mettere l’incolumità e la pace del suo popolo al di sopra della propria stessa Corona”.
La protesta dell’ANPI
Di segno opposto la posizione dell’ANPI provinciale di Bergamo, che ha contestato duramente la decisione dell’amministrazione comunale.
Secondo il presidente Mauro Magistrati, l’intitolazione pone “un evidente problema storico, politico e culturale”, perché la monarchia sabauda resta legata alle responsabilità del fascismo, dalle leggi razziali al ruolo svolto durante gli anni del regime e nella gestione dell’8 settembre 1943.
“Riteniamo inopportuno e politicamente sbagliato dedicare uno spazio pubblico a un esponente di quella stagione, tanto più in un luogo simbolicamente connesso al 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazifascismo e fondamento della nostra democrazia repubblicana”, ha dichiarato Magistrati.
Memoria e identità pubblica
L’ANPI sostiene che la scelta rischi di sovrapporre simbolicamente due momenti storici profondamente diversi: la Liberazione e la fine della monarchia.
L’associazione ricorda che il referendum del 1946 rappresentò una scelta netta del popolo italiano a favore della Repubblica e ribadisce che la toponomastica pubblica svolge una funzione educativa e culturale.
Per questo motivo invita l’amministrazione comunale a una riflessione ulteriore, chiedendo che gli spazi pubblici siano dedicati a figure e momenti pienamente coerenti con i valori antifascisti, democratici e costituzionali su cui si fonda la Repubblica italiana.
Un caso che divide
La vicenda di Calvenzano si inserisce in un dibattito più ampio sul rapporto tra memoria storica, identità nazionale e valorizzazione degli spazi pubblici. Proprio nel giorno della Festa della Repubblica, la nascita di piazzale Umberto II riporta al centro della discussione il ruolo della monarchia nella storia italiana e il significato simbolico delle intitolazioni pubbliche.