OTTO ANNI DOPO

Tromba d’arie le distrugge casa: 30mila euro per ricostruirla, poi ne chiedono indietro 23mila

La Regione dà, la Regione prende… "Aveva diritto a un risarcimento di soli 6mile euro"

Tromba d’arie le distrugge casa: 30mila euro per ricostruirla, poi ne chiedono indietro 23mila

L’incredibile vicenda ha inizio nel pomeriggio di venerdì 11 maggio 2018, quando una violenta tromba d’aria colpisce il territorio di Cassano d’Adda, territorio della Martesana milanese (Lombardia).

Erano circa le 16:30 quando il fortunale si è abbattuto sull’abitazione di via Rivolta, scoperchiando completamente il tetto dell’edificio e scaraventandolo a decine di metri di distanza. All’interno della struttura si trovavano due minorenni di quattro e sei anni insieme al loro parente pensionato. “Quando si è scatenata la tempesta, hanno sentito un boato e la casa che tremava. Mio suocero pensava fosse un terremoto e ha portato i bambini in cucina, facendoli mettere sotto il tavolo. In realtà il tetto si era scoperchiato proprio sopra la cucina” ricorda oggi la proprietaria dell’immobile, Cristina Parrella. Durante le concitate fasi dell’evacuazione, l’anziano accompagnatore è scivolato sul pavimento bagnato dall’acqua piovana battendo la testa, ma è riuscito comunque a lanciare l’allarme prima che l’intero nucleo familiare fosse costretto ad abbandonare l’edificio.

Cristina Parrella

I danni strutturali e il lungo rientro

Le precipitazioni meteorologiche sono proseguite per un’intera settimana all’interno dei locali rimasti privi di copertura, aggravando i danni strutturali. Il fenomeno atmosferico ha provocato la rottura delle persiane, il rigonfiamento delle pareti del bagno, il distacco delle piastrelle e il danneggiamento della pavimentazione della cucina. Una rete di solidarietà locale ha permesso alla famiglia di stabilirsi temporaneamente in un piccolo appartamento messo a disposizione da concittadini dietro il solo rimborso delle utenze. La compagnia assicurativa ha liquidato una somma vicina ai 20mila euro, mentre l’ente regionale ha riconosciuto un contributo di 30mila euro, erogato in due distinte tranche tra il 2020 e il 2021. I fondi complessivi non hanno comunque coperto la totalità delle perdite, che includevano mobilio, documenti e oggetti personali. Il rientro ufficiale nell’alloggio è avvenuto dopo undici mesi di lavori, con soluzioni abitative economiche e problematiche residue come muffa e crepe sulle superfici verticali. “I muratori ci dicevano di aspettare che le pareti si asciugassero, ma noi non potevamo più attendere” spiega la cittadina cassanese.

Il ricalcolo dei fondi e la richiesta di restituzione

A distanza di otto anni dall’evento calamitoso è giunta una comunicazione formale da parte degli uffici pubblici che ha riaperto l’intero caso. Secondo la recente rideterminazione del contributo effettuata dai funzionari regionali, la quota spettante alla proprietaria sarebbe pari a soli 6.152,40 euro. Di conseguenza, l’amministrazione comunale ha ricevuto il mandato di attivare le procedure per la restituzione di 23.692 euro, concedendo un termine tassativo di trenta giorni per il saldo. Il documento ufficiale non menziona alcuna ipotesi di frode o illecito amministrativo, ma si limita a decretare il recupero delle somme ritenute non dovute, senza specificare quali capitoli di spesa siano stati esclusi dai conteggi originari. “Non riusciamo a capire. Il problema è che ora come ora non saprei dove prenderli quei soldi” conclude la destinataria del provvedimento, che si trova ora a dover gestire un’improvvisa emergenza finanziaria derivante da un paradosso della macchina burocratica.