Nel Regno Unito

Attivista anti-migranti bersagliato da sconosciuti che gli fanno arrivare a casa pizze che non ha ordinato

Martin Scarrott si è trovato in alcune occasioni anche con la porta di casa incollata. I responsabili non sono ancora stati trovati e secondo lui la polizia non sta indagando a dovere per la sua appartenenza a un gruppo anti-migranti

Attivista anti-migranti bersagliato da sconosciuti che gli fanno arrivare a casa pizze che non ha ordinato

Un attivista britannico contrario alle politiche migratorie denuncia di essere vittima da mesi di una serie di molestie nella sua abitazione a Oxford. Tra gli episodi segnalati, ordini ripetuti di pizze a suo nome e atti vandalici contro la porta di casa (in copertina: immagine di repertorio creata con l’intelligenza artificiale).

Protagonista della vicenda è Martin Scarrott, membro del gruppo “The Oxfordshire Patriots”, che ha raccontato di sentirsi ormai “intrappolato” nella propria abitazione per timore di nuovi episodi.

A casa pizze che non ha ordinato

Secondo quanto riferito da Martin lo scorso 20 aprile 2026 in un’intervista all’Oxford Mail, gli episodi sarebbero iniziati lo scorso dicembre. Sconosciuti avrebbero effettuato ordini di cibo a domicilio indirizzati alla sua abitazione, costringendolo a contattare personalmente diversi ristoranti per bloccare le consegne.

“Abbiamo dovuto chiamare le pizzerie locali e avvertirle di non consegnare a questo indirizzo a causa di queste molestie”, ha spiegato, aggiungendo che i primi ordini ammontavano a decine di sterline.

Serratura incollata

Martin ha denunciato altri atti contro di lui, come l’inserimento di stucco e colla nelle serrature della porta di casa, che lo avrebbero costretto a interventi urgenti e costosi.

In un’occasione ha dovuto persino sfondarla per entrare nell’abitazione. I danni complessivi, secondo una stima, ammonterebbero tra le 5.000 e le 6.000 sterline.

Ora è preoccupato

Per cercare di difendersi, Scarrott ha installato telecamere di sorveglianza attorno all’abitazione. Nonostante ciò, afferma di vivere in uno stato costante di preoccupazione.

L’attivista sostiene di aver segnalato più volte i fatti alle autorità, accusando però la polizia locale di scarsa attenzione al caso.

“La polizia è stata gravemente carente nelle indagini”, ha dichiarato, ipotizzando che questo trattamento sia legato alla sua appartenenza al gruppo anti-migranti.

Indagini in corso

Dal canto loro, le forze dell’ordine confermano l’apertura di un’indagine per molestie relative al periodo compreso tra dicembre e aprile. Gli agenti riferiscono di aver effettuato pattugliamenti e fornito consigli per la prevenzione dei reati.

La polizia invita eventuali testimoni a farsi avanti per contribuire all’identificazione dei responsabili, mentre la vicenda resta al vaglio degli investigatori.