Pacco sorpresa

Il nipote fa arrivare col corriere un chilo di “fumo” a casa della zia (che finisce nei guai)

La destinataria ignara finisce in cella per errore prima di chiarire

Il nipote fa arrivare col corriere un chilo di “fumo” a casa della zia (che finisce nei guai)

Nella giornata di martedì 17 marzo 2026, un’operazione condotta dai militari delle Fiamme Gialle ha trasformato una tranquilla abitazione di Desio nel centro di un singolare caso giudiziario. Gli agenti, sostituitisi ai corrieri del servizio Ups, hanno recapitato un pacco contenente dieci panetti di hashish per un peso complessivo di un chilo. La destinataria formale, una collaboratrice domestica sessantenne, non era presente al momento del passaggio dei finanzieri, ma è stata fermata al suo rientro presso il domicilio, trovandosi improvvisamente al centro di un’indagine per traffico di stupefacenti.

Due notti di detenzione per un errore di identità

L’indagata, una persona incensurata e priva di precedenti, è stata condotta in carcere con l’aggravante dell’ingente quantità di droga contestata dalla Procura. Durante la perquisizione, gli operanti hanno rinvenuto denaro contante e piccoli sacchetti di plastica. La donna ha respinto immediatamente le accuse, spiegando che i soldi costituivano risparmi personali e che le bustine venivano utilizzate per catalogare le perline destinate alla creazione di collanine artigianali. La detenzione in cella si è protratta per quarantotto ore, durante le quali la residente ha cercato di ricostruire la provenienza della spedizione.

La confessione del figlio e il coinvolgimento del nipote

La svolta nell’indagine è arrivata grazie alla testimonianza del figlio della sessantenne. Il giovane ha indirizzato i sospetti verso un cugino, descritto come abituale consumatore di sostanze stupefacenti. Secondo la ricostruzione difensiva, il parente avrebbe utilizzato l’indirizzo della zia ritenendola una destinataria insospettabile per eludere i controlli doganali e delle forze dell’ordine. Il piano del giovane familiare consisteva nell’intercettare il carico prima che la proprietaria di casa potesse rendersi conto del reale contenuto della scatola.

La decisione del Giudice delle Indagini Preliminari

Presso il Palazzo di Giustizia di Monza, la posizione della domestica è stata discussa davanti al GIP. Il legale rappresentante, l’avvocato Paolo Rivolta, ha ribadito l’assoluta estraneità della sua assistita ai fatti contestati. Il magistrato, valutate le circostanze e la mancanza di prove circa la consapevolezza della destinataria, non ha convalidato l’arresto per assenza di flagranza. La signora è stata immediatamente rimessa in libertà, concludendo così una vicenda surreale nata dall’iniziativa illecita del nipote, il quale ora dovrà rispondere dell’accaduto alle autorità competenti.