Scorte esaurite, ma...

Milano Cortina, 10mila preservativi esauriti in 3 giorni al Villaggio Olimpico rispuntano in vendita online “ovviamente intonsi”

Introdotti durante le Olimpiadi estive di Seul 1988 nel pieno dell’epidemia globale di HIV, sono diventati un simbolo di prevenzione, ma anche un oggetto raro da collezionare

Milano Cortina, 10mila preservativi esauriti in 3 giorni al Villaggio Olimpico rispuntano in vendita online “ovviamente intonsi”

Non solo divise ufficiali, spille o gadget tecnici. Tra gli oggetti più curiosi legati alle Olimpiadi invernali Milano‑Cortina 2026 spunta ora un articolo decisamente insolito: i preservativi distribuiti gratuitamente agli atleti nel Villaggio Olimpico. Alcuni sono già comparsi online su piattaforme di seconda mano come Vinted, dove vengono venduti come pezzi da collezione a prezzi che possono arrivare fino a 105 euro per un singolo esemplare.

Un fenomeno che mescola collezionismo, business e curiosità, e che racconta un lato poco noto — e decisamente sorprendente — dei Giochi.

I preservativi olimpici in vendita online “ovviamente intonsi”

Gli annunci online sono comparsi accanto a oggetti molto più tradizionali del merchandising olimpico, come felpe tecniche e borse vintage. Ma a catturare l’attenzione sono stati proprio i profilattici ufficiali, distribuiti gratuitamente agli atleti con il logo dell’evento.

Alcuni venditori hanno accompagnato l’offerta con descrizioni ironiche e rassicuranti. In un caso, il preservativo viene definito “ovviamente intonso”, un dettaglio che ha contribuito a rendere virale l’annuncio sui social e ad alimentare la curiosità attorno a questi oggetti diventati improvvisamente pezzi da collezione.

Il paradosso è evidente: un prodotto gratuito, pensato per la salute pubblica, si trasforma in un oggetto di valore commerciale.

Scorte finite in pochi giorni: la polemica al Villaggio Olimpico

La vicenda era già diventata oggetto di discussione dopo le dichiarazioni di un atleta anonimo al quotidiano La Stampa, che il 12 febbraio ha riferito come la fornitura iniziale di circa 10mila preservativi fosse terminata in appena tre giorni. Gli organizzatori hanno promesso nuovi rifornimenti, senza però indicare tempi precisi.

La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo, venendo ripresa da testate internazionali come The Guardian e The New York Times.

Il dato, tuttavia, non significa necessariamente che tutti i preservativi siano stati utilizzati. Come dimostra il caso degli annunci online, molti vengono conservati come souvenir o rivenduti.

Una tradizione olimpica nata negli anni Ottanta

La distribuzione gratuita di preservativi agli atleti non è una novità. È una pratica promossa dal Comitato Olimpico Internazionale fin dal 1988, quando vennero introdotti durante le Olimpiadi estive di Seul 1988 nel pieno dell’epidemia globale di HIV.

Da allora, i numeri sono cresciuti costantemente:

  • alle Olimpiadi estive di Barcellona 1992 furono distribuiti 90mila preservativi;
  • alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002 circa 100mila;
  • alle Olimpiadi estive di Pechino 2008 ancora 100mila;
  • il record assoluto è stato raggiunto alle Olimpiadi estive di Rio de Janeiro 2016, con 450mila preservativi per circa 11mila atleti;
  • alle Olimpiadi estive di Tokyo 2020 ne furono distribuiti 160mila, ma con l’invito a non usarli durante i Giochi a causa del Covid;
  • più recentemente, alle Olimpiadi estive di Parigi 2024 ne sono stati forniti circa 300mila.

Secondo Gad Allon, docente alla Università della Pennsylvania, la distribuzione è diventata anche uno strumento simbolico per promuovere la prevenzione e la salute sessuale tra i partecipanti.

Il logo della Regione e il boom del collezionismo

Nel caso di Milano-Cortina, i preservativi distribuiti nelle sedi lombarde sono forniti dalla Regione Lombardia e presentano il logo ufficiale dei Giochi. Proprio questo elemento li rende particolarmente appetibili per i collezionisti.

Il fenomeno si inserisce in un mercato parallelo sempre più attivo. Nei mesi scorsi erano già apparse online divise di volontari e tedofori vendute su piattaforme come eBay e Subito.it, spesso a prezzi molto superiori al valore originale.

Da strumento di prevenzione a oggetto da investimento

Il caso dei preservativi olimpici rivenduti online racconta un aspetto inaspettato dei Giochi moderni: la trasformazione di qualsiasi oggetto legato all’evento in un potenziale pezzo da collezione.

Ciò che nasce come iniziativa sanitaria e simbolica diventa, nel giro di pochi giorni, un prodotto da rivendere, collezionare o esibire. E mentre gli organizzatori lavorano per ripristinare le scorte, sul web i preservativi di Milano-Cortina hanno già conquistato un posto tra i souvenir più insoliti — e sorprendenti — della storia olimpica.