FISICA SUL GHIACCIO

Olimpiadi: il pattinatore Ilia Malinin e il segreto del Quadruplo Axel, la scienza dietro il salto impossibile

Uno studio giapponese analizza il trionfo dello statunitense a Milano-Cortina: ecco come il Re dei Quadrupli sfida la gravità

Olimpiadi: il pattinatore Ilia Malinin e il segreto del Quadruplo Axel, la scienza dietro il salto impossibile

Tutti lo stanno notando in queste sere alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina: quando Ilia Malinin scende in pista, le leggi della fisica sembrano annullarsi.

Il pattinatore statunitense, soprannominato Quad God, ha lasciato il pubblico italiano e mondiale senza fiato con il suo Quadruplo Axel.

Ma come fa un essere umano a ruotare su se stesso per quattro volte e mezzo prima di toccare terra?

Olimpiadi, Ilia Malinin e il segreto del Quadruplo Axel

Un nuovo studio giapponese ha finalmente trovato la risposta: non è solo velocità, è soprattutto altezza.

Per anni si è pensato che per chiudere i salti più difficili servisse solo girare più velocemente. Invece, una ricerca della Toin University di Yokohama ha ribaltato tutto. Analizzando i campioni del ghiaccio, i ricercatori hanno scoperto che per completare un Quadruplo Axel è indispensabile aumentare l’altezza del salto.

Saltando più in alto, Malinin guadagna quei preziosi millisecondi di volo extra che permettono al corpo di finire i giri necessari. Senza quell’elevazione straordinaria, che stiamo ammirando durante le gare di Milano-Cortina, completare le 4,5 rotazioni dell’Axel sarebbe fisicamente impossibile.

Il Quadruplo Axel:

@vampireilia we finally have it on Olympic ice #iliamalinin #quadaxel #olympics #figureskating #figureskatingtiktok ♬ AURA (Super Slowed) – Ogryzek

Cos’è l’Axel e perché è così temuto

L’Axel è il salto più temuto perché è l’unico che parte in avanti. Questo significa che l’atleta deve fare mezzo giro in più rispetto a tutti gli altri salti per poter atterrare correttamente all’indietro.

Ecco perché il quadruplo di Malinin è in realtà un salto da quattro giri e mezzo. Per riuscirci, l’atleta deve trasformarsi in un proiettile: braccia strettissime al petto e gambe incrociate per ridurre al minimo la resistenza dell’aria.

La fisica della trottola: chiudersi per accelerare

Hai mai notato come i pattinatori accelerano improvvisamente quando stringono le braccia al corpo? Non usano motori, ma la fisica. Il segreto sta nel momento angolare, descritto dalla formula: L=Iω.

In parole semplici:

  • L è la quantità di rotazione (che deve restare costante)

  • I è l’ingombro del corpo (più sei largo, più è alto)

  • è la velocità con cui giri.

Se Malinin rimpicciolisce il suo ingombro () chiudendosi a riccio, la sua velocità () deve per forza aumentare per mantenere l’equilibrio della formula. È lo stesso principio che fa girare vorticosamente una trottola o un tuffatore olimpico.

Che spettacolo il ritorno del backflip

A Milano-Cortina, Malinin non ha portato solo scienza, ma anche puro spettacolo, eseguendo il backflip (il salto mortale all’indietro).

Questa mossa è stata proibita per quasi cinquant’anni perché considerata troppo pericolosa. Solo dal 2024 è tornata legale, e il Re dei Quadrupli l’ha usata per dimostrare che, con il giusto mix di muscoli e fisica, il ghiaccio non ha più confini.

La performance di Malinin di martedì 10 febbraio 2026: