Lo zoo di Aalborg, in Danimarca, ha generato un ampio dibattito internazionale dopo la pubblicazione di un annuncio sui social network.
La direzione ha invitato i proprietari di piccoli animali domestici in eccesso a donare i propri esemplari per l’alimentazione dei predatori in cattività. Il progetto prevede che polli, conigli e porcellini d’India vengano soppressi in modo indolore prima di essere somministrati alle linci europee. Secondo i responsabili della struttura, questa pratica garantisce l’integrità professionale e rispetta il comportamento alimentare istintivo dei carnivori, simulando quanto accadrebbe in natura.
Categorie ammesse e restrizioni del programma
La vicedirettrice dello zoo, Pia Nielsen, ha precisato che l’iniziativa esclude categoricamente cani e gatti. Le donazioni sono limitate a specie specifiche come conigli, cavalli e volatili. Questa metodologia, consolidata da anni nel Nord Europa, mira a fornire pasti completi di ossa, pelliccia e organi interni. Tali componenti risultano essenziali per il fabbisogno nutritivo dei felini, poiché le sole fibre muscolari non garantiscono l’apporto di vitamine e minerali presenti invece nelle interiora.
Analisi scientifica e divergenze internazionali
L’efficacia nutrizionale delle carcasse intere trova riscontro nelle analisi del Lion Center dell’Università del Minnesota. Gli esperti confermano che i predatori selvatici prediligono organi come cuore e fegato rispetto alla sola carne. Tuttavia, esistono differenze gestionali tra i continenti: mentre negli Stati Uniti l’Associazione degli Zoo e degli Acquari (AZA) vieta l’uso di animali domestici a scopo alimentare preferendo carni commerciali, in Danimarca la gestione della fauna selvatica segue protocolli più diretti. Casi precedenti, come la gestione delle popolazioni di giraffe e leoni a Copenaghen e Odense, testimoniano un approccio educativo e biologico che predilige la trasparenza sulla selezione naturale.