Immaginate di essere su un autobus diretto in Ucraina: paesaggi che scorrono, magari un po’ di musica nelle cuffie… e un compagno di viaggio particolarmente loquace.
È quello che è successo a una donna ucraina che stava tornando a casa dall’Italia, quando ha incontrato Rocco, un italiano di 53 anni dal carattere decisamente “aperto” sulle questioni geopolitiche.
Opinioni fuori luogo
Rocco, vestito con una camicia ricamata — regalo della moglie ucraina — ha deciso di rompere il ghiaccio iniziando a parlare con la passeggera. Fin qui nulla di strano, se non che la conversazione ha preso una piega… piuttosto piccante. Secondo il racconto della testimone, Rocco ha criticato duramente l’Ucraina e il suo presidente, definendo il Paese “pessimo”, e ha speso parole d’elogio per Vladimir Putin, il leader della Russia.
“Scusa, ma con chi stai parlando?”
Non proprio un inizio conversazione da salotto. Quando la donna gli ha fatto notare che stava parlando proprio con una cittadina ucraina, la risposta di Rocco è stata decisamente… teorica:
“Mia moglie la pensa come te, ed è ucraina quanto te”, avrebbe detto, come se bastasse un vincolo matrimoniale per giustificare opinioni tanto forti.
Passaparola al checkpoint
La passeggera, visibilmente infastidita, ha promesso di segnalare l’accaduto alle autorità di frontiera. E così ha fatto. Il racconto è stato pubblicato sui social e ha raggiunto rapidamente una vasta audience.
Al valico di Chop (Tysa) – Zahony, dove l’autobus stava per entrare in Ucraina, la segnalazione ha raggiunto i funzionari della State Border Guard Service. Dopo i controlli di rito, agli agenti non è sfuggito il particolare: l’uomo non solo aveva espresso opinioni filorusse, ma — secondo quanto riportato — “giustificava l’aggressione armata della Russia”.
Tre anni di divieto
Il risultato? A Rocco è stato negato l’ingresso in Ucraina e gli è stato imposto un divieto di ingresso nel Paese per i prossimi tre anni. Un finale che probabilmente non si aspettava quando ha iniziato il viaggio.
Social network in fermento
Come in ogni buona storia curiosa dei nostri tempi, i social hanno fatto il resto. La vicenda ha generato meme, commenti e reazioni a catena, trasformando una conversazione imbarazzante in un caso virale che ha messo alla berlina la “fiducia eccessiva nel diplomazia da autobus”.