Leggenda diventata mito

Davvero il pubblico fuggì dalla sala alla proiezione del treno dei fratelli Lumière?

Una storia simile riguarda The Great Train Robbery di Edwin S. Porter, del 1903

Davvero il pubblico fuggì dalla sala alla proiezione del treno dei fratelli Lumière?

È una delle storie più famose e ripetute della storia del cinema: il 6 gennaio 1895, durante la proiezione di L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat di Auguste e Louis Lumière, gli spettatori, terrorizzati dal treno che sembrava arrivare loro addosso, sarebbero fuggiti in preda al panico dalla sala.

Ma questa storia è falsa, o quantomeno fortemente esagerata. Oggi gli storici del cinema concordano nel considerarla un mito, costruito a posteriori e privo di solide prove documentarie.

In questo articolo analizziamo cosa accadde davvero, quali furono le reazioni autentiche del pubblico e perché questa leggenda continua a essere raccontata.

L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat: contesto storico

Il film dei fratelli Lumière fu girato nel 1895 e mostrava una scena di vita quotidiana: un treno che entra nella stazione di La Ciotat, con passeggeri che scendono e si muovono sul marciapiede.

Le prime proiezioni del cinematografo Lumière avvennero nello stesso anno, culminando nella celebre serata del 28 dicembre 1895 al Salon Indien del Grand Café di Parigi, considerata la nascita ufficiale del cinema come spettacolo pubblico a pagamento.

È importante ricordare che il pubblico dell’epoca:

  • conosceva già spettacoli visivi come lanterne magiche, panorami e fotografie;
  • sapeva di assistere a una proiezione, non a un evento reale;
  • era abituato a forme di intrattenimento popolari e rumorose.

Cosa dicono le fonti storiche

Le fonti storiche documentate dicono che non esiste nessuna testimonianza di panico collettivo

Non esistono:

  • articoli di giornale dell’epoca che parlino di fughe dalla sala;
  • diari o lettere che descrivano scene di terrore;
  • resoconti diretti dei Lumière che confermino l’episodio.

Se una fuga di massa fosse davvero avvenuta, sarebbe stata un evento eccezionale, ampiamente commentato dalla stampa contemporanea. Ma così non è stato.

Le reazioni documentate

Le fonti disponibili parlano invece di:

  • meraviglia per le immagini in movimento;
  • curiosità per la nuova tecnologia;
  • divertimento, soprattutto davanti ai film comici come L’arroseur arrosé;
  • stupore tecnico, per il realismo di elementi come fumo, onde del mare e folle in movimento.

Il famoso treno poteva colpire per il suo effetto prospettico, ma non terrorizzava gli spettatori.

Perché allora si parla di pubblico in fuga? La nascita di un mito

Il racconto della fuga compare anni dopo le prime proiezioni, soprattutto in testi divulgativi e aneddotici del primo Novecento. La sua funzione era chiara: rendere evidente quanto il cinema fosse una novità sconvolgente.

Questa leggenda:

  • trasforma il cinema in una tecnologia “traumatica”;
  • dipinge il pubblico del passato come ingenuo;
  • fornisce un’immagine semplice e memorabile da raccontare.

Un mito simile: Il grande furto del treno (1903)

Un altro esempio celebre riguarda The Great Train Robbery di Edwin S. Porter. Si racconta che il pubblico si nascondesse sotto le sedie quando, alla fine del film, un bandito spara direttamente verso la macchina da presa.

Anche in questo caso, mancano prove storiche di reazioni di panico: si trattava di un effetto spettacolare, non di un’illusione scambiata per realtà.

Com’era davvero il pubblico del primo cinema

Contrariamente all’immagine moderna dello spettatore silenzioso e immobile, il pubblico di fine Ottocento:

  • parlava durante le proiezioni;
  • commentava le immagini ad alta voce;
  • rideva, applaudiva o fischiava.

Il comportamento “disciplinato” in sala è una convenzione che si affermerà solo molti anni dopo, con la nascita del cinema narrativo classico.

Conclusione

Gli spettatori non scapparono dalla sala davanti al treno dei Lumière.

Il film colpì, stupì e divertì, ma il panico è una costruzione mitica nata successivamente. La vera rivoluzione del cinema non fu la paura, bensì la capacità di mostrare il mondo in movimento, trasformando la quotidianità in spettacolo.

Capire la differenza tra mito e realtà non toglie fascino alle origini del cinema: al contrario, le rende ancora più interessanti.

FAQ

Il pubblico del 1895 credeva che il treno fosse reale?
No. Gli spettatori sapevano di assistere a una proiezione.

Il film dei Lumière fu comunque impressionante?
Sì, per il realismo e la novità tecnica, ma non al punto da causare panico.

Perché questo mito è ancora così diffuso?
Perché è efficace, suggestivo e facile da ricordare.